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…SE TI POTESSI DIRE…

Che fosse una canzone sulla consapevolezza raggiunta con il maturare dell’età è evidente. Ma ritengo che ci sia molto di più in questo apparentemente semplice ma stupendo testo, stile Vasco. Sono racchiusi un insieme di concetti e riflessioni, frutto di un percorso introspettivo libero o guidato da un esperto questo poco importa, che riguardano l’evoluzione della vita. Un vero trattato di psicologia del benessere. Chi non si è mai trovato intrappolato in qualche rimpianto per comportamenti avuti nel passato, rimuginando e rimuginando. Con quale conseguenza? Solo quella di una vita triste, delusi e arrabbiati per ciò che è stato e che non potrà più essere, appesantiti da tutti quei “se”, immersi in un passato immaginario e in un destino idealizzato, fatto di occasioni perse per sempre, che portano ad un malessere, “all’ inferno della mente, quell’inferno che esiste veramente”. Ma se si vuole uscire da questo vicolo cieco di false interpretazioni, bisogna alleggerirsi e cambiare mentalità, solo così possiamo ritrovare il sorriso. E bisogna anche accettare il fatto che se alcuni di quegli sbagli hanno complicato la vita dall’altra sono stati fondamentali per crescere, per capire meglio se stessi e gli altri, per evolvere e cambiare. Allora basta stare nel passato, torniamo nel presente, torniamo a vivere, “vivere per amare vivere per sognare vivere per rischiare e vivere per diventare”. Prendiamoci la responsabilità di ciò che ci accade,
Prendiamoci la responsabilità di ciò che ci accade, diventiamo responsabili della nostra vita, perchè i rimpianti altro non sono che un nascondiglio sicuro per non cambiare le cose.

Grazie Vasco.

Dott.ssa Alexandra Benincasa

PROMEMORIA DEL BUON EDUCATORE

PROMEMORIA DEL BUON EDUCATORE
• Create stabilità emotiva e sicurezza nel bambino: questo gli consentirà di sperimentare la sua età.
• Respirate, toccate e sentite i bisogni dei vostri bambini. Non dimenticate che un vero rapporto talvolta implica anche frustrazione, conflitti e contrasti che comunque non compromettono l’armonia e l’amore.
• Cercate di dare con dolcezza ma con fermezza tanto i si quanto i no, motivandoli tutte le volte che potete.
• Lasciate che i bambini sperimentino anche l’insuccesso: li aiuterà a prendere coscienza della realtà e a capire che esistono dei limiti.
• Ricordatevi della vostra infanzia e delle sensazioni vissute. È un modo per avvicinarsi da adulti al mondo dei bambini e riconoscere le esigenze.
• Tenete sempre a mente 2 parole nella relazione con i bambini: “amore” e “rispetto”.
Dott.ssa Alexandra Benincasa

NON SOTTOVALUTARE I BAMBINI

Spesso uno degli errori che noi adulti commettiamo con i più piccoli è proprio quello di sottovalutarli. Quante cose facciamo o diciamo pur sapendo che sono sbagliate in presenza o nei confronti dei bambini e poi pensiamo : ” tanto è piccolo, non capisce!”, “tanto non si è accorto di niente!”.
Non è affatto così: i bambini, anche quelli più piccoli, registrano tutte le sensazioni provate…
Quindi fate attenzione, create un rapporto sereno con i vostri bambini, e non sottovalutateli, perchè sono dotati di una grande sensibilità e per questo percepiscono tutto con l’emotività ancora prima che con la ragione.

Dott.ssa Alexandra Benincasa

“Il cuore in pace vede una festa in ogni villaggio”.

?Questo antico detto ci fa riflettere sul nostro modo di vedere il mondo e di come se il nostro spirito è in pace allora vediamo di buon occhio tutto ciò che ci circonda e al contrario se il nostro spirito è inquieto o in conflitto saremo portati a vedere il mondo intorno a noi come minaccioso, grigio e brutto. Ciò significa che OGNI COSA COMINCIA DENTRO DI NOI! Allora non possiamo trascurare la cura della nostra anima del nostro essere, anzi è fondamentale per vivere una vita appagante, per vivere la vita che vuoi vivere!
Dott.ssa Alexandra Benincasa
www.psicoterapiafamiliare.com

E’ FACILE STAR BENE INSIEME SE SAI COME FARLO! “STRATEGIE PER LA COPPIA”

IL 9 NOVEMBRE 2019 ORE 10.00/12.30 -INCONTRO GRATUITO

“La grande avventura dell’amore inizia con il sapersi accettare a vicenda”. Francois Weyergane

L’incontro, divulgativo e gratuito, si propone di fornire informazioni e strategie per la costruzione di una relazione stabile e appagante, per assaporare in modo positivo e armonioso tutto ciò che la vita di coppia propone.
Con attenzione al come si manifestano i problemi, le dinamiche. i possibili conflitti e quali modalità utilizzare per affrontarli.
Prenota il tuo posto chiama il: 3387073823 info@psicoterapiafamiliare.com

Sai cos’è il binge drinking?

 

Si tratta di un vero allarme sociale, di un fenomeno diffuso tra i giovani (tra gli 11 e i 17 anni) e sempre più in aumento.

Secondo l’Osservatore Nazionale Alcol dell’Istituto Superiore di Sanità il termine binge drinking corrisponde all’assunzione in un’unica occasione di consumo, ed in breve tempo, di almeno 6 Unità Alcoliche

Non importa il tipo di sostanza che viene ingerita né l’eventuale dipendenza alcolica: lo scopo principale è l’ubriacatura immediata nonché la perdita di controllo assunta come moda giovanile, spesso associata al possibile compimento di atti trasgressivi.

Una moda che ha passato i confini nazionali scendendo dai paesi nordici, dove l’abitudine al consumo veloce e feroce di alcool si capisce anche solo passeggiando per le strade di Oslo dopo mezzanotte.

Il binge drinking è considerato uno dei più grandi problemi di salute al giorno d’oggi, dal momento che produce alterazioni a livello neurologico, cardiaco, gastrointestinale, ematico, immunitario, endocrino e muscolo-scheletrico, al pari degli altri fattori di rischio per la salute mentale.

Lo psicanalista svizzero Carl Gustav Jung avrebbe detto che le motivazioni inconsce dell’abuso di alcol sarebbero da ricercare in una tensione spirituale che viene dirottata, non riconosciuta, nel bicchiere. Ed effettivamente tra le cause psicologiche che sono state connesse al bere negli studi scientifici sul tema, risulta il desiderio di evasione, come un rituale che crea legami, che permette ai ragazzi di avere interazioni più distese, lo si associa all’allegria e alla convivialità, e un modo per  sentirsi adulti. un accesso a stati emozionali di esaltazione, euforia e sballo. Come se bere fosse l’unico modo per divertirsi, per stare in gruppo e socializzare, come un vero e proprio regolatore emotivo. Inutile dire quali sono le conseguenze pericolose di questo fenomeno

Come a dire: in mancanza di fantasia, mi abbuffo di alcol.

Cosa fare?

Proibire semplicemente ad un adolescente di assumere bevande alcoliche non è l’unica strada poichè può avere un effetto contrario a quello voluto perché a questa età tutto viene di regola contestato. Prevenire ovviamente è fondamentale e bisogna farlo in famiglia e a scuola.

E’ quindi fondamentale parlare con i propri figli e spiegare loro, ad esempio, che prima dei 15 anni di età il corpo non è ancora in grado di smaltire l’alcol che, di conseguenza, può creare seri danni all’organismo. È fondamentale parlare ai giovani fin da quando sono bambini, creare intorno a loro un ambiente familiare in cui la presenza dell’alcol sia visibile, ma discreta, e il suo consumo moderato. Si può discutere con loro sulle etichette delle bevande che li attirano, ad esempio spiegare cos’è la gradazione alcolica. Questo comportamento aiuta a responsabilizzare i ragazzi.

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COPPIA E PROGETTUALITA’

“Ergetevi insieme, ma non troppo vicini: poiche il tempio ha colonne distanti, e la quercia e il cipresso non crescono l’una all’ombra dell’altro.” (K.Gibran)

 

 

Dalla mia esperienza ritengo che  per definirsi  una “coppia”, due persone devono avere almeno 4 caratteristiche in comune, ovviamente non sono le uniche ma ritengo tra le più importanti, e sono: la vicinanza fisica tra i partner, la condivisione di un progetto, il rispetto reciproco e la presenza di un legame tra i due.

Quello che ho notato nelle coppie che vengono in seduta è che, tra i fattori elencati ,quello che più viene trascurato e sottovalutato è quello della progettualità. Nel tempo la coppia si evolve, come tutti i sistemi, ma non sempre l’evoluzione va nella direzione desiderata. I partner che inizialmente avevano “sposato” un progetto comune si ritrovano  a viaggiare su binari paralleli che non hanno punti d’incontro, su strade differenti,  troppo distanti per essere le colonne portanti di un tempio.

In una coppia dove manca un progetto di vita, il desiderio sparisce, soprattutto nel partner che vuole “costruire”.

Spesso infatti, la rottura non avviene per mancanza di sentimento o di volontà, ma per mancanza di progetti, di condivisione. Senza questi elementi il rapporto non si evolve e dunque ristagna, si appiattisce con la noia, perde le sue sfumature nella solitudine,rischiando di implodere alla prima difficoltà o conflitto.

I partner si ritrovano a sapere tante cose l’uno dell’altro ma non sanno : “Come l’altro vive tutto ciò? Qual è la sua emozione?”.

Solo quando si raccontano le proprie emozioni, invece di fare la telecronaca o la lista della spesa rispetto alla propria giornata vissuta, si dà rilevanza a sé e all’altro, perché lo si ritiene in grado di ascoltare e sostenere creando un circolo virtuoso di condivisione. Da non confondere con il vomitare addosso al compagno le proprie frustrazioni, senza possibilità di  strumenti di soluzione e un ascolto partecipe dei suggerimenti. Se si riesce a condividere, si può anche fare il passo successivo, ossia ritornare a progettare.

Durante le terapie chiedo spesso alle coppie di ricominciare a progettare, dove per “progettare” non significa solo o principalmente progettare una casa, un figlio o l’arredamento, progettare è anche decidere insieme dove fare una passeggiata, come trascorrere diversamente insieme il prossimo weekend.

La progettualità fornisce una sorta di cammino psicologico, risveglia l’emozioni, crea movimento, fa evolvere la coppia, crea vicinanza,complicità e sintonia.

Condividere e progettare, questi sono gli ingredienti per ricominciare a scegliersi!

E voi vi ricordate l’ultima volta che avete programmato qualcosa di diverso dalla routine?

Dott.ssa Alexandra Benincasa

@stuiodipsicologiaepsicoterapia

“Amore è tutto ciò che aumenta, allarga, arricchisce la nostra vita, verso tutte le altezze e tutte le profondità. L’amore non è un problema, come non lo è un veicolo; problematici sono soltanto il conducente, i viaggiatori e la strada.” 

Franz Kafka

Parte il Book Club

Il Book Club è un gruppo di crescita personale, che si riunisce una volta al mese con lo scopo di condividere, opinioni, sensazioni, credenze e pensieri della lettura privata di uno stesso libro, per stimolare la conoscenza e l’esplorazione di sé attraverso un “esperienza condivisa”.
Più persone, guidate dal terapeuta, si confrontano sui temi rilevati alla lettura dei testi proposti.
Leggere un libro è un’attività di auto-esplorazione: è la possibilità che ci offriamo di comprendere i nostri pensieri, le nostre sensazioni e le nostre emozioni attraverso ciò che qualcun altro ha scritto, pensato, provato e sentito.
La capacità di apprendere e di cambiare attraverso uno strumento semplice come quello della lettura ci permette di scendere fin dove vogliamo e di guardare fin dove volgiamo il nostro sguardo.
Gli incontri sono sei e sono a cadenza mensile.
dalle 19.00 alle 20.45.
Il costo è di euro 20 ad incontro.
Prima di iniziare il percorso partecipa all’incontro introduttivo e gratuito, che si terrà il 16 ottobre alle ore 19.00, dove potrai avere il titolo del primo libro da leggere, conoscere il conduttore , gli altri partecipanti e ricevere tutte le informazioni.

Il BOOK CLUB è un gruppo aperto e chiunque può inserirsi in qualunque momento (non importa se ti sei perso il primo incontro o se non potrai partecipare al terzo!). Per la partecipazione è necessaria la prenotazione agli incontri.
Per prenotarti e per altre info chiama il : 3387073823
Oppure scrivi un email : info@psicoterapiafamiliare.com

Dott.ssa Alexandra Benincasa

 

La flessibilità come capacità di adattarsi al mutamento continuo delle cose!

Ciò che al mondo è più flessibile vince ciò che al mondo è più duro”. Lao Tzu

Come in natura è fragile tutto ciò che si irrigidisce, la persona che si fissa su un aspetto finisce per indebolirsi. L ‘elasticità mentale, così come quella fisica, rappresenta uno dei requisiti fondamentali per qualunque prestazione.

Prendi esempio da uno degli elementi più forti in natura, cerca di essere come l’acqua, capace di cambiare il suo stato adattandosi alle circostanze, si fa dura ghiacciata, gassosa e fluida, può essere dolce, salata e velenosa e ancora irruente, calma, limpida o torbida, bollente o gelata. Impara come lei ad adattarti al mutamento continuo delle cose.

Allora allena la tua capacità e predisposione al cambiamento uscendo dalla tua “comfort zone”, esponendoti a situazioni nuove. Inizia a fare proprio ciò che ti spaventa. Evita di ripetere in maniera rigida schemi di azione che hanno avuto successo in passato ma sono inadatti magari alle circostanze presenti. Sei tu il principale responsabile della tua evoluzione. Cambiare rimanendo se stessi, è questo l’atteggiamento giusto!!!

Dott.ssa Alexandra Benincasa