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IL TEMPO DI SEDERSI DA SOLI

 

 

In questo mondo fatto di rumori e in una cultura che é terrorizzata dal silenzio siamo cresciuti pensando che la solitudine è una tortura, qualcosa da evitare assolutamente.
In realtà è nel silenzio che acquistiamo coscienza.

Non sono forse le pause tra una nota e l’altra a creare la musica.

Tutto ciò che é stato creato proviene dal silenzio. Qualunque forma di creatività esige il silenzio.

Allora createvi degli spazi. Concedetevi il tempo di sedere da soli.
Dott.ssa Alexandra Benincasa

PSICOCURIOSITA’

 

 

Avete mai osservato una testuggine?
In un periodo particolare dell’anno abbandona la tranquillità degli stagni e dei ruscelli per andare in cerca di un posto in cui nidificare.

Sulla terraferma é una creature flemmatica di una lentezze esasperante, non è veloce né forte, né particolarmente intelligente. Però esce dalla sua zona di sicurezza e si espone ai pericoli di ogni genere, perché ha un obiettivo chiaro e non si lascia scoraggiare.

E’ incredibile cosa riesce a fare questa creatura con la sua forza di volontà. E’ un modello di tenacia, impegno e determinazione.

E noi che ci riteniamo esseri superiori, abbiamo ancora molto da imparare dalla natura!

 

LA LEGGE DELLO SLANCIO

 

 

“ Non importa se vai piano, l’importante è che non ti fermi”
Confucio

Di solito giudichiamo il valore di un passo in base alla distanza. Vogliamo fare passi giganteschi per avanzare rapidamente con grandi salti, sottovalutando i piccoli passi. Come Dorothy nel Mago di Oz, vorremmo battere i tacchi e andare da qui a lì anche quando il “lì” nemmeno si vede.
Spesso non ci accorgiamo di quanto i piccoli passi siano fondamentali. Creano movimento. Passiamo dal non fare una cosa al farla, seppure in minima misura. Per dirla con le leggi della fisica, si verifica una transizione da un corpo fermo a uno in movimento.
Ricordate cosa diceva la prima legge della dinamica, conosciuta anche come, “principio d’inerzia”:
“ Un oggetto fermo tende a rimanere fermo,
e un oggetto in movimento tende a rimanere a rimanere in movimento
con la stessa velocità e nella stessa direzione
a meno che non subisca l’azione di una forza esterna.” Isaac Newton

Isaac Newton, mente straordinaria, si rese conto che quando un oggetto era fermo sarebbe rimasto fermo a meno che qualcosa non lo spingesse. E anche quando un oggetto è in movimento rimarrà in movimento finché non interviene una forza esterna a fermarlo. Questo principio d’inerzia è quello che in psicologia viene chiamato slancio , ed è proprio per questa ragione che i piccoli passi possono essere preziosi.
Ci vuole poco per creare lo slancio!

Molti premi Nobel scrivono libri imponendosi di buttare giù una pagina al giorno, altri si prefissano di scrivere per un minuto al giorno, che poi diventano cinque o quaranta. E’ così che sfruttano la prima della legge della fisica di Newton, generando uno slancio e sfruttandolo per portare a termine la propria impresa.

Lo slancio iniziale non garantisce che resterete in movimento. Ci saranno sempre delle forze che vi remeranno contro: variabili interne ( come la paura, l’ansia…) ed esterne ( come malattie, disturbi fisici improvvisi…).
Magari decidete di fare una determinata cosa ogni mattina per un mese e poi saltate un giorno
. Dovete ricominciare e mettervi in movimento, ma non siete la stessa persona di un mese fa. Avete una storia diversa.
Una volta compreso il concetto di slancio, potete usarlo a vostro favore e quando vi renderete conto di essere diventati dei “corpi fermi”, avrete la certezza che resterete tali a meno che non cambi qualcosa.

Dovete imparare a fare il primo passo per trasformarvi da “corpi fermi” a “corpi n movimento”.
Mentre cercate di capire come procedere, sbrigatevi a mettere in atto il primo piccolo passo.

Ora tocca a te!!

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ILTRIANGOLO DELLO STRESS

Si sente tanto parlare di stress. Quasi tutti siamo sottoposti a ritmi frenetici che ci assorbono e lasciano poco spazio di manovra per le cose a noi utili e salutari.

Secondo alcuni studi a stressare maggiormente le persone sembrerebbero essere tre cose, una sorta di triangolo dello stress. La prima è l’impossibilità di portare a termine un compito che ci si era prefissi. La seconda è prendere più impegni di quanti se ne possa gestire nel tempo che si ha a disposizione. Infine, il brutto vizio di aspettare sempre l’ultimo momento. Queste sono ricette sicure per il fallimento.

Alcuni consigli.

Vi siete mai chiesti quali sono gli effetti delle azioni che restano incompiute?. Non bisogna dimenticare i contrattempi, possiamo prevedere alcune cose ma non tutte. Che lo vogliamo oppure no , gli altri dipendono da noi. Siamo tutti intrecciati da una rete compatta e quando veniamo meno ai nostri doveri, questa struttura si deforma e inevitabilmente avrà un impatto sugli altri. In alcuni casi qualcun altro sopperirà alla nostra mancanza, alimentando risentimento, frustrazione e delusione. Fate quindi delle scelte più realistiche, mettete in conto che le cose richiedono molto più tempo di quello che prevedete, organizzatevi e passate all’azione.

Considerate l’uso responsabile della parola NO. In un mondo pieno di opportunità, svaghi e obiettivi dobbiamo scegliere quando dire si e quando rispondere “Grazie per avermelo chiesto. Sono onorato, ma non ora. Al momento ho molta carne sul fuoco e, finchè non mi libero di qualcosa, non c’è spazio per nient’altro”.

Quando vi sentite sopraffatti non dimenticate che lo sforzo fisico o un attività intensa possono contribuire a ridurre lo stress. Lo sforzo fisico concede una pausa al cervello e aiuta a dimenticare i problemi frustanti. Concedetevi allora uno stacco di 10 minuti per una corsetta, una pedalata o per riordinare la vostra stanza, così quando ritornerete avrete una visione più chiara o nuova della situazione, comunque la affronterete con un’energia diversa, più produttiva.

Un autorevole esperto in materia, il dottor H. Selye, assicura che non solo siamo in grado di gestire agenti stressanti quotidiani, ma soprattutto che possiamo sfruttare il comportamento per contenere lo stress dannoso. “Lo stress è il sale della vita” afferma “e scaturisce da attività piacevoli e spiacevoli”.
L’obiettivo non è allora sbarazzarsene completamente, perché equivarrebbe a morire, bensì vivere in modo tale da limitare al massimo le forme più nocive.

I Consigli di Selye sono:
• Stabilire obiettivi a lungo termine
• Impegnarsi a favore di una causa che ci sta a cuore
• Cercare di vivere e lavorare in un ambiente conforme ai propri valori innati
• Adottare una filosofia della gratitudine
• Ridurre la procrastinazione
• Usare l’esercizio fisico per attenuare la frustrazione
• Ricordare che la mancanza di uno scopo genera stress deleterio
• Considerare il lavoro un fattore positivo, oltre che una necessità fondamentale.
A te cosa stressa di più? (scrivilo tra i commenti)

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PSICOCURIOSITA’

PSICOCURIOSITA

Sapevate che il NAIKAN è un metodo di auto-riflessione e introspezione giapponese molto interessante proveniente da buddismo Shin.

Il NAIKAN si basa su una strategia sistematica per la riflessione su se stessi e le proprie relazioni, utile per apprezzare le attenzioni e il sostegno che riceviamo dagli altri e che spesso diamo per scontato. Aumenta inoltre la consapevolezza dell’impatto che la nostra vita ha sull’ambiente circostante.

In sostanza riusciamo a vedere noi stessi dalla prospettiva del mondo anziché dalla nostra.

Il metodo si basa su tre semplici domande:

che cosa ho ricevuto da…?
– che cosa ho dato a…?
– quali preoccupazioni e difficoltà ho causato a…?

Questi interrogativi formano come una cornice entro cui racchiudere la nostra riflessione su genitori, amici, insegnanti,colleghi, figli, partner.
Prova a prenderti un determinato periodo di tempo, anche breve come un giorno, per rispondere a questi quesiti.

Il NAIKAN aiuta a sostituire il rancore con l’affetto, sviluppando un atteggiamento premuroso. Mette in risalto l’aiuto che gli altri ci danno anche quando crediamo di cavarcela da soli. Ci aiuta a vivere meglio.
Pratica importante e utile per la nostra crescita personale. Gli effetti sono immediati.

Provala e se ti va lascia un commento!

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Buon lavoro!!!

Dott.ssa Alexandra Benincasa

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COME SI PUO’ CAMBIARE IN MEGLIO?

 

“Un viaggio di mille miglia comincia con il primo passo” Lao Tzu

 

 

Partiamo da un dato interessante, circa il 92 per cento delle persone che fanno dei propositi per l’anno nuovo non li mantiene.
Questo si spiega perché vogliamo il cambiamento ma lo vogliamo subito, vogliamo perdere dieci chili non nel giro di un anno, ma di un mese. Vogliamo conoscere qualcuno di cui innamorarci e con cui avere una splendida relazione romantica non chissà quando nei prossimi 10 anni, ma nelle prossime settimane. Vogliamo diventare bravi in un arte marziale, in una lingua straniera o nella pittura, ma i risultati devono arrivare presto.

Perché la nostra mente non sopporta l’idea dell’apprendimento e del mutamento graduale.

Ma il più delle volte il cambiamento, quello vero, avviene piano piano, nel corso del tempo.
Se osservate la natura, noterete che i mutamenti sono quasi sempre incrementali. Le piante estendono il proprio territorio di qualche centimetro ogni primavera, e i rami dei sempre verdi si allungano un pochino ogni anno. I cuccioli crescono, il ferro si arrugginisce, i pianoforti si scordano…il cambiamento è la regola, non l’eccezione, non la trasformazione veloce, immediata e radicale.

Allora la strategia di base per “cambiare” è iniziare con un piccolissimo cambiamento e poi migliorarlo fino ad ottenere un progresso significativo. Più piccoli sono i cambiamenti, meno sono faticosi e minore è la paura di fallire o di non essere soddisfatti, ma la loro portata sarà enorme: ogni cambiamento crea da subito un precedente e quindi una nuova abitudine permanente.

Ipotizzate di dover rimettere in sesto il giardino. Il primo passo potrebbe essere uscire, estirpare un erbaccia e piantare una pianta di pomodori. Sembra insignificante…ed è proprio questo il punto. Iniziate da azioni così piccole e insulse da non suscitare alcuna resistenza e da non avere ragioni per rimandare o eludere il compito. L’indomani potreste strappare tre erbacce e piantare due piante. Nel giro di qualche settimana il giardino cambierà volto.
Concludendo, il “mutamento consapevole” richiede alcuni semplici accorgimenti di base: avere un obiettivo chiaro, essere presenti, procedere a piccoli passi, ripetere questa formula ogni giorno ed essere pazienti.
Ora tocca a te!!!

Dott.ssa Alexandra Benincasa

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La trappola delle abitudini

“Follia è fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi”A. Einstein
Tutte le scelte che compiamo ogni giorno potrebbero sembrarci il prodotto di decisioni ben ponderate, ma non è così. Secondo alcuni studi oltre il 44% delle azioni compiute giornalmente sono abitudini. E sebbene ogni abitudine abbia un significato relativamente poco importante se considerata da sola, come per esempio i pasti che ordiniamo, la frequenza con cui facciamo attività fisica, il modo in cui organizziamo i pensieri, col passare del tempo hanno un impatto enorme sulla nostra salute, produttività, sicurezza economica e FELICITA’.
Quanti di noi spesso si sentono intrappolati in una nebbia, in una vita che non sembra quella desiderata, sperando che qualcosa cambi, ma passano gli anni e la sensazione è sempre quella di trovarsi in una gabbia invisibile da cui non si riesce a trovare la porta d’uscita. Una vita fatta di routine, tutto sommato sicura, senza ansie, neutra e grigia.  Questa condizione, in cui agiamo per garantire un livello costante di prestazioni , di solito senza un senso di rischio, viene definita come la “zona di comfort”. Ovviamente tutte le persone, per istinto, tendono a rimanere in questa condizione il più a lungo possibile, perché al suo interno si vive “tranquilli”, non si hanno paure e ci si muove in un territorio conosciuto.
Ma più si rimane in questa zona più ogni cambiamento viene visto come negativo, come un problema e non come un’occasione. Per riconquistare la nostra autostima, crescere ed apprendere è necessario uscire dalla propria zona di comfort, affrontare le paure, il disagio e i rischi di fallimento, insomma iniziare a vivere davvero. La spirale del circolo vizioso può liberarsi nella spirale del circolo virtuoso, quello della crescita.
Cosa fare allora per uscire dalla propria zona di comfort?
Alcuni piccoli consigli possono tornare utili nella vita quotidiana.
  • E’ importante mettersi in gioco, essere positivi.
  • Identificare le abitudini funzionali da quelle disfunzionali e provare a cambiarle, iniziando da quelle più piccoline, trovare un modo diverso di svolgere le azioni che si fanno abitualmente.
  • Affrontare le proprie paure giorno dopo giorno, sfruttando l’adrenalina che deriva da una paura affrontata e superata.
  • Svolgere ogni giorno un’attività nuova e diversa.
  • Iniziare a darsi degli obiettivi e focalizzarsi su di essi. Ora spetta a te iniziare ad agire. Cosa farai domani?                                                                                                                                                                                                                               Dott.ssa Alexandra Benincasa

STORIA ZEN DELLA FORMICA E IL MILLEPIEDI

“Una formica curiosa, in tutta innocenza, chiese ad un millepiedi: << Caro millepiedi, come fai a camminare così bene con tutti i tuoi mille piedi insieme? Come riesci a muoverli con tanta eleganza e armonia? Caro millepiedi, mi spieghi come riesci a controllare tutte le tue zampe contemporaneamente? >> Il millepiedi cominciò a pensarci su e da quel momento non riuscì a camminare più”.
Molti problemi e molte patologie sono spesso il risultato dei tentativi che le persone mettono in atto per risolverli. “Una tentata soluzione che non funziona, se reiterata, non solo non risolve il problema, ma lo complica”, sino all’istaurarsi di un vero e proprio circolo vizioso e paradossale, dove il tentativo di controllare qualcosa ci fa perdere il controllo.
Ciò che spinge le persone a reiterare questi comportamenti disfunzionali è l’illusione e la rigidità mentale che soluzioni precedentemente messe in atto nel corso della loro vita in problemi dello stesso tipo (o simili) erano risultate vincenti; purtroppo la stessa soluzione, applicata sullo stesso problema in tempi diversi, può diventare una pessima soluzione.
Possiamo dedurre allora che sbagliare è umano, sta nella natura delle cose, anche perché la perfezione non esiste e qualunque sistema che diventi perfetto, prima o poi, si annichilisce e muore, ma l’incapacità di modificare i nostri errori rende le situazioni irrisolvibili. Oscar Wilde affermava: “è con le intenzioni migliori che si producono gli effetti peggiori”.
Dott.ssa Alexandra Benincasa
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Essere se stessi è possibile.

Essere pienamente se stessi nella vita è possibile e per riuscirci non bisogna rimandare a domani o al mese prossimo, ma bisogna agire nel qui ed ora.
Se vogliamo scoprire la nostra vera essenza, riuscire ad esprimere  ciò che siamo davvero, vivere la propria vita in modo da sentirci felici, in pace e in armonia con i propri valori, i propri sogni e le proprie aspirazioni, dobbiamo liberarci da tutta una serie di condizionamenti, abitudini e schemi mentali che ci portiamo dietro come una zavorra, un armatura pesante, con l’illusione che ci protegga ma che in realtà allontana il nostro “focus” da noi stessi.
Il cambiamento fa paura, è faticoso e difficile ma non impossibile. La cosa buffa è che anche se non vogliamo, la vita ci porta, attraverso degli eventi a volte anche tragici che non dipendono da noi  (perdita del lavoro, abbandono, delusioni, un lutto …), ad attuare dei cambiamenti, allora perché aspettare, essere passivi e subire tutto ciò con le conseguenze che questo ha sulla nostra autostima, facendoci sentire impotenti.
Quello che possiamo fare è cambiare nella direzione dei nostri sogni, della strada che noi vogliamo intraprendere, quindi essere più padroni del nostro destino, delle nostre scelte, piuttosto che lasciar scegliere alle circostanze per noi.
Per fare tutto ciò, da dove possiamo iniziare?
Ecco alcuni suggerimenti.
1) Iniziamo con il volersi bene.
Vuol dire prendersi cura di sé, in modo da stare bene e da avere di conseguenza, molto da dare agli altri. Significa ascoltarsi, inseguire i propri sogni, gratificarsi, essere attenti ai propri limiti, abbandonare i giudizi, sviluppare insomma quello che in psicologia si chiama “un sano egoismo”.
Come afferma M. Rosenberg: “esiste una forma di egoismo che fa si che ci si senta talmente soddisfatti da avere molto da dare agli altri”.
In fondo noi siamo una delle persone più importanti della nostra vita, il più grande esperto di noi stessi, allora iniziamo a cogliere i segnali che le nostre emozioni ci inviano ogni giorno. Fare come gli struzzi e mettere la testa sotto la sabbia non è la strategia più utile!
2) Darsi degli obiettivi.
Porsi degli obiettivi è importante soprattutto per avere sempre più stima e fiducia in sé stessi. Tutti i più grandi scienziati, artisti, politici sono partiti ponendosi un obiettivo, e poi un altro, e un altro ancora. Avere ben chiaro il traguardo è l’unico modo per sperare di raggiungerlo. Già nell’antichità i latini insegnavano che “la nave non va da nessuna parte se non conosce la rotta”.
Allora iniziamo con lo scrivere una lista di cose che ci piacerebbe fare o realizzare, per ognuna di esse facciamo uno schema e scriviamo dei micro-obiettivi, che ci possono aiutare nella realizzazione del nostro progetto, poi prendiamo il primo , quello più piccolo e cerchiamo di metterlo in atto per passare poi al secondo e così via. Un passo dopo l’altro tutto è possibile!!!
Concediamoci la possibilità di intravedere un nuovo inizio, questo dà gioia, senza lasciarci intimorire dalla paura di fallire, perché sbagliare fa parte del percorso.
3) Modificare gli schemi mentali.
Qualcuno affermava: “quando cambi il modo di guardare le cose, le cose che guardi cambiano”. Ciò che dobbiamo fare è modificare i nostri schemi mentali, più semplicemente cambiare prospettiva, perché la nostra visione della realtà non è la realtà!
Per esempio di fronte a un evento negativo, a un qualcosa che non è andato per il verso giusto o come noi speravamo, spesso ci poniamo la domanda: “ ma perché mi accade sempre questo?”. Il nostro subconscio, sempre pronto e attento, potrebbe risponderci: “perché non sei bravo abbastanza”, “non sei sveglio”, “sei il solito sfigato”, così da far scendere in modo vertiginoso la nostra autostima. Se proviamo invece a cambiare il tipo di domanda, come per esempio “come posso utilizzare questa esperienza per apprezzarmi di più?”, riceveremo sicuramente delle risposte diverse, che ci condurranno a una prospettiva nuova, a una lettura costruttiva della realtà, senza intaccare la fiducia in se stessi.
Se vogliamo avere risposte diverse dobbiamo modificare il modo di porci le domande. Le domande costruttive infatti spostano la nostra attenzione da ciò che ci genera incertezza e paura a ciò che stimola entusiasmo e voglia di rendere concreti i nostri progetti.
Ora tocca a te!!!
Buon lavoro.
“Il nostro destino vive in noi, bisogna soltanto avere il coraggio di vederlo”
Dott.ssa Alexandra Benincasa
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LIBRI E PSICHE (per la crescita personale)

 

TITOLO: ALLA RICERCA DELLE COCCOLE PERDUTE

AUTORE: GIULIO CESARE GIACOBBE

Ognuno di noi non ha una sola personalità ma molteplici, che sono il nostro adattamento all’ambiente. Infatti per ogni contesto e per ogni persona noi abbiamo un comportamento diverso. Quando ci troviamo di fronte ad una situazione nuova noi usiamo un certo comportamento e se questo non ci dà i risultati voluti, ne proviamo un altro e poi un altro ancora, finchè troviamo il comportamento per noi vincente.
Una volta trovato lo memorizziamo e lo associamo a quella situazione o ad altre simili. Quindi in ogni situazione noi viviamo automaticamente personalità diverse e sono le nostre diverse personalità a determinare il nostro comportamento, compreso il nostro pensiero e i nostri sentimenti.

Tra tutte le personalità che noi abbiamo memorizzato dentro di noi e che possiamo assumere, secondo l’autore Giulio Cesare Giacobbe, ce ne sono tre che sono fondamentali e che sono comuni a tutti noi e persino agli animali: sono le personalità del bambino, dell’adulto e del genitore. Il bambino non è autosufficiente e dipende dagli altri. L’adulto è autosufficiente ma si dedica soltanto a se stesso. Il genitore si dedica agli altri e quindi è l’unico capace di amare. Tutti noi dovremmo compiere questa evoluzione naturale. Ma pochi lo fanno.
Nelle società ricche e consumistiche oggi gli adulti rimangono bambini, non crescono. Dentro si sentono ancora piccoli e soffrono perché si sentono soli, abbandonati, non curati, non difesi, non coccolati. Si perché per diventare adulti bisogna imparare a sopravvivere, a lottare ad affrontare da soli le difficoltà. Ma i giovani di oggi, ventenni, trentenni e persino quarantenni, quando mai hanno dovuto affrontare da soli le difficoltà della vita?
In natura gli animali genitori insegnano ai loro cuccioli i comportamenti atti alla sopravvivenza, dopo di che li abbandonano e in tal modo i cuccioli diventano adulti.

Una gran parte di persone, non realizzando il distacco dai genitori e l’indipendenza economica, rimangono bambini in quanto mantengono un’immagine infantile di sé a livello inconscio. È la sindrome infantile, oggi molto diffusa. Essa dà luogo a disturbi anche gravi come insicurezza, dipendenza affettiva, ansia, paura sistematica, attacchi di panico, angoscia, depressione, ossessività, fobie, somatizzazioni.
Così, per Giacobbe, la presenza di un’unica personalità costituisce una patologia, in quanto non adattabile ai cambiamenti ambientali. Quindi individui coatti a fare sempre i bambini o sempre gli adulti o sempre i genitori in qualunque situazione. Questo, in quanto perdita di contatto con la realtà, costituisce una nevrosi.
Tutte queste considerazioni hanno dato luogo alla psicologia evolutiva che è stata esposta da Giulio Cesare Giacobbe in questo libro, in maniera chiare e scorrevole, alla portata di tutti, trattando di queste tre personalità naturali, della loro formazione, del loro sviluppo e della loro inibizione nevrotica, dimostrando come quest’ultima costituisca la base di tutte le nevrosi non traumatiche.

Questo libro lo consiglio a tutti, in particolare a chi vuole approfondire un percorso di consapevolezza e crescita. Anche il prezzo è alla portata di tutti e questo non è male!!
Buona lettura.

Dott.ssa Alexandra Benincasa
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