STORIA ZEN DELLA FORMICA E IL MILLEPIEDI

“Una formica curiosa, in tutta innocenza, chiese ad un millepiedi: << Caro millepiedi, come fai a camminare così bene con tutti i tuoi mille piedi insieme? Come riesci a muoverli con tanta eleganza e armonia? Caro millepiedi, mi spieghi come riesci a controllare tutte le tue zampe contemporaneamente? >> Il millepiedi cominciò a pensarci su e da quel momento non riuscì a camminare più”.
Molti problemi e molte patologie sono spesso il risultato dei tentativi che le persone mettono in atto per risolverli. “Una tentata soluzione che non funziona, se reiterata, non solo non risolve il problema, ma lo complica”, sino all’istaurarsi di un vero e proprio circolo vizioso e paradossale, dove il tentativo di controllare qualcosa ci fa perdere il controllo.
Ciò che spinge le persone a reiterare questi comportamenti disfunzionali è l’illusione e la rigidità mentale che soluzioni precedentemente messe in atto nel corso della loro vita in problemi dello stesso tipo (o simili) erano risultate vincenti; purtroppo la stessa soluzione, applicata sullo stesso problema in tempi diversi, può diventare una pessima soluzione.
Possiamo dedurre allora che sbagliare è umano, sta nella natura delle cose, anche perché la perfezione non esiste e qualunque sistema che diventi perfetto, prima o poi, si annichilisce e muore, ma l’incapacità di modificare i nostri errori rende le situazioni irrisolvibili. Oscar Wilde affermava: “è con le intenzioni migliori che si producono gli effetti peggiori”.
Dott.ssa Alexandra Benincasa
Se ti è piaciuto condividi!!!
Condividi questa pagina con i tuoi contatti:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *